faceva caldo

faceva caldo, e non aveva nessuna voglia, di uscire; se ne stava mollemente rilassato nella penombra, al riparo dal sole cocente, ancora semi addormentato, e solo una parte dei suoi sensi era vigile mentre si lasciava cullare dai ricordi della notte passata; si era divertito, era stato emozionante: uscito tutto tirato a lucido aveva deciso di cambiare zona, di andare per posti nuovi; non c’era voluto molto per individuare la sua preda -l’oggetto della cattura: sorseggiava con sguardo inquieto, e fin dalla prima occhiata lei aveva compreso che con lui non ce n’era -avrebbe ceduto; le schermaglie erano state quasi un gioco accademico, un duello senza sorprese…; poi ripensò alla cena: era affamato accidenti, ci era arrivato dopo un bel po‘ di esercizio e se l’era proprio goduta… -insomma detta cosí erano poche parolette, ma gli eventi, le immagini, la tensione emotiva, il climax raggiunto da un individuo nel fiore degli anni spinto dalla forza di muscoli e nervi al massimo dell’esplosività possibile erano qualcosa d’inesprimibile: una galleria di sensazioni da ripercorrere all’infinito godendosi sempre nuovi particolari, minuzie, circostanze…
cosí ninnato finí col piegarsi di nuovo al sonno
-quanto tempo era passato? non sapeva stabilirlo, né gl’interessava; di certo però adesso era buio, e la temperatura era scesa parecchio; la sua vista si abituò in un istante alle nuove condizioni di luce e le trovò estremamente attraenti; con calma allungò i muscoli e li tese ricevendo in cambio una piacevole sensazione di potenza, di gagliardía; era anche stuzzicato da un certo appetito… -saggiò un’ultima volta l’energia delle sue spire e sgusciò fuori dalla tana: il boa constrictor era in caccia...