cosí sia
ua: 4 lug 10
piove, diego, e gli dei si sa non son tanto benigni
al manifestarsi del fenomeno, -eccezion fatta pe’ ‘l
solito zeus il quale, come ben ricordi, si fece
pioggia d’oro per
farsi danae- e tu
co’ le deità stai ‘ncatenato, o sgranatore di gran
rosari, diego -che poi milito cazzo manco ‘n
minuto?-, ed è per questo che pur con tutto l’amore per
te non ci dispiace mai quando l’argentina se ne va
affanculo; se ti può consolare i
brasileri -o la torcida, gl’infiniti segni de la
croce, religiosissimi e superstiziosíssimi:
affanculo pure loro, sempre con
gioia… -su olanda e spagna
poi come la si pensi è noto; -tedeschi: avevan
fatto una squadra di giovani, a inizio rodaggio
male e tutti a pijalli per culo, -toh!; comunque
gran palle: mann da solo ce n’ha pe’
tutti, del resto
tempo da lupi -eh, de rossi?- partita sottocopertína, sky chiaro quando gioca l’italia per spirito di rottura di coglioni alla rai (doppio decoder: l’abbonamento mondiali ne copre solo uno; rimostrato, inutilmente); bori strozzatisi con loro trombette, -hanno pure provato a sona’ qualcosa durante il forcing finale- squadra ridicola deve vince’ pe’ forza, -tifosi-, capirai so’ ‘na marea, comandano loro, presto verrà consegnato un premio per la poesia a quer nano boro de caressa -ho sentito le minchiate introduttive, credo sia una consuetudine, -immagino-, -temo-; invece il calcio è matto e un gollonzo slovacco puoi pure prenderlo, commare camoranesi, iaquinta che per me non è un giocatore, -a proposito, c’è veramente da esultare dopo aver pareggiato, su regalaticcio rigore, con la gloriosa nuova zelanda-
un secolo avanti
perché le pischelle
sono un secolo avanti a noi -né mai le raggiungeremo:
perché oggi, venticinque febbraio, timida pausa di
sole tra la pioggia e 15° -passando davanti al liceo
xxx- ne’ gruppetti astanti c’era già la prima
pischella nuda
e se poi crescendo diventano, con tutto ciò ch’è
annesso e connesso, cosí:
puoi pure mori’ -felice-
capito?, idiotoni che strillavate al diluvio universale?: siamo sotto, siamo sotto il livello dello scorso anno, e da una settimana almeno non fa una goccia d’acqua: speriamo torni presto meglio súbito un po’ di beltempo o l’estate prossima le piante le innaffio con le vostre lacrime -dove le prendo?: ve pijo, poi state tranquilli che piagnéte
gennaio, primo
l’anno è cominciato
benissimo: con una bella pioggia sottile
di quelle che non scivolano via sul terreno ma vi
penetrano con imbibizióne; tra pochi giorni
saranno disponibili i grafici relativi a
dicembre, dato che è facile sbagliare giudicando a
vista: le precipitazioni si misurano in
millimetri... -inoltre l’acqua ha bagnato i
petardi rimasti inesplosi che -nella scala della
pericolosità- occupano uno dei primi gradini, e se
è sodisfacente che si spappolino arti e faccia gli
sparatori di bomboni, cosí come quando i cani sbranano i
padroni, -spiace molto quando a rimetterci è chi
ci capita per disgrazia...
5/1/09 eccolo:
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rischio
qual è il peggior
rischio climatico a cui si può andare incontro?: la
siccità, ovvio: la siccità la desertificazione è
morte, l’acqua è vita; in questi giorni n’è caduta e
cade molta
e neve ch’è acqua messa in banca -no, de ‘sti tempi… -diciamo che la neve è acqua coniugata al futuro, meglio; il coro?: disastro calamità emergenza; ma avete provveduto a costruire e/o manutenere bacini, vasche irrigue, alla cura del territorio, insomma a far tutto ciò ch’è necessario attuare per non disperdere l’oro blu che letteralmente ci cade addosso? -manco pe’ sogno...
ahi che grande tragedia!: fiume straripa -affogano ottocènto cani e piú di dugento si salvano: ovviamente tragedia vale pe’ quest’ultimi
repetita
repetita iuvant
...questo è ‘l paese in cui se una frana si porta via
‘na casa e chi c’è dentro si corre ‘n chiesa a piàgne
e prega’…; -poi, su qualche oscuro giornale
-inchiesta -un geologo, -fors’anche di stato: -ah ma
quella casa lí non ci doveva stare… -il fiume
esondato l’argine?…
-eh l’hanno usato come muro per costruire le case…
-e ‘l popolino evoca la divínaprovvídènza o la
sfortuna, -che son quasi la stessa cosa...
zerocínque secondi son
passati dall’ -aiuto la pioggia -che palle la
pioggia!, -e già divorano gl’ incendi…
nel dúmilasèi a roma bruciavano venti motorini e
macchine a notte,
-n’ avessero preso uno; -scors’ anno son saliti
indísturbàti di categoria: -boschi, -quasi tutti,
-n’avessero preso uno...
-e comunque con l’acqua che si perdono gli
acquedotti ce l’ innaffiano, i boschi...
tutt’ altro effetto
-invece- faceva al contino, -e
che sintassi!:
La mattutina pioggia, allor che l’ale
Battendo esulta nella chiusa stanza
La gallinella, ed al balcon s’affaccia
L’ abitator de’ campi, e il Sol che nasce
I suoi tremuli rai fra le cadenti
Stille saetta, alla capanna mia
Dolcemente picchiando, mi risveglia;
ninna
come la pioggia: -nessun’altra
cosa concilia il sonno -del giorno ogni momento
invita all’addormentamento -pasti compresi;
-svogliato ti cibi con l’occhio pesante all’acqua cadente, -cullato; -la notte poi il buio e il fruscío -che ninnanànna!… -e allora perché tutte le volte che -mo spengo e dormo, -smette!, -o, ma una macchina è -non sbaglia un colpo!...
stupidi meteoés e stupidi tigíés…
-dopo anni siccitósi e un inverno siccitósíssimo
continuano a parlare di maltempo: -ma chiamatelo
perturbato, chiamatelo piovoso -parlate di
precipitazioni e metteci pure un -grazie al cielo!,
-già che ci siete; -l’impossibilità assoluta di
liberarsi d’un cliché -e piú scemo è piú non molla,
-ah i tempi di maleventum -ah l’intelligenza
diffusa... -i tg in gramaglie: -auto bloccate!…
-quattro macchinacce sfigate, -l’aniene esondato!…
-prendetevela con lo stato che tiene le strade in
condizioni lunari e fiumi fogne… -titoli
idioti di giornali tali: -dov’è la primavera?-
-questa non è primavera!-: anche un bambino di sette anni (ovviamente non italiano ché qui le madri tatuate gli fanno guardare le pesciarole televisive del pomeriggio) sa che a queste latitudini la primavera è -con l’autunno- la stagione piú piovosa dell’anno -se tutto va come deve e -voi- dovreste sapere dove andare...
e ringraziamo questa pioggia: -oltre a ricondurre nel suo alveo la primavera ci risparmierà -forse-speriamo- la criminale lagna -ché nell’arco di tre lustri hanno governato vecchi nuovi estinti partiti -la rete idrica disperde dal trenta al settanta per cento del trasportato -nessuno ha mosso ‘n dito -solo gridato: -non vi fate la doccia pazzi!, -criminali e ridicoli visto che al contempo passava la pubblicità-progresso: -anziani avete caldo? -fatevi un bagno o una doccia belli freschi!…; -la pubblicità l’ho vista -il progresso lo faremo quando vi toglieremo tutti dai coglioni...
ogni momento è buono
per citare flaiano -certo però che come
questo pomeriggio…
Non c’è che una stagione: l’estate. Tanto bella
che le altre le girano attorno.
L’autunno la ricorda, l’inverno l’invoca, la
primavera l’invidia e tenta puerilmente di
guastarla.
fregene 1957
