itainc
che nemesi!: non c’è nessun naufrago ch’abbia omesso -titanic- dal racconto: tutti belli spaparanzati in poltrona spruzzi di coca cola -poracci!, che sfiga, ma pensa te… -la macchina comoda parcheggiata di rapina, riscaldamento a palla musica -davvero ci pensi trovarsi in quella situazione… -braang! -che nemesi -com’infallibile sineddoche del mondo umano orbitante: impreparato ignorante straccione nell’animo -si viaggia tutti tutti si deve viaggiare vedere -vedere: i ciechi -perché ti lamenti che non ti giovino i viaggi?: ovunque tu porti te stesso dice a spanne socrate -cazzo vuoi vedere se lettura non t’ha dato l’occhi? -comunque una buona notizia c’è: pischella sosteneva suo gruppo esser salvo al completo -sí sí tutt’e tredici!, le nostre modelle, tutti… -le fiche sono salve!
soggetto per un film:
razzista io?
in una località del
norditalia la vita grama d’un gruppo d’immigrati
africani contrapposta a’ lussi gli agi della famiglia
d’un cumenda il quale talvolta si serve di qualcun di
quelli per piccoli lavori, trattandoli come da
cumenda quindi sempre rigorosamente dall’alto ‘n
basso, ragion per cui ogni tanto si confronta con il
leader della comunità nera: ci sono le donne, i
sotto-leader, i ragazzi, e ce n’è uno particolarmente
taciturno, riservato, quasi assente -sguardo di fuoco
però: è un giovane sciamano che nasconde il suo
talento e giocherà un bello scherzetto al cumenda
facendolo risvegliare nel corpo di un di loro che a
sua volta si trasferirà nel pingue bianco…
-alla fine il cumenda avrà preso coscienza delle sue
mancanze e, ripreso il suo corpo, trascorrerà un bel
po’ di tempo in africa aiutando i rimpatriati a
metter su un’impresa mentre il suo alter ego avrà
imparato qualcosa in piú su la natura umana e
compreso i suoi eccessi: ché non serve invocare leggi
severe e comprimere la libertà d’espressione bensí
opporre ragionevolezza a insensatezza -del resto è
come l’omoicidio, sí?: da quando è prevista una pena
assai dura il reato è sparito...
questa poi
questa poi è spettacolosa: l’ignoranza crassa l’arrampicatorismo su gli specchi… -fosse capitata a me -solo che a me non capita- una cosa del genere avrei detto -be’, le categorie esistono… -nel suo minuscolo topolinismo cieco sineddoche del mondo in cui viviamo, la solitudine dello scienziato... -ne conosco in gamba simpatici -a nessun d’essi salterebbe ‘n capo di praticar free climbing su li spegli- laureati in lettere: ‘gli è che studiando a tal fine se’ obbligato ‘n campi stretti pe’ ‘l susseguirsi de gl’impegni e ci hai quella cosuccia addosso --e fai e fai cento per volta -poi neanche dopo smetti... -allora c’è l’uno -moderne-: spiegate le sticomitíe l’altro -antiche-: apprende ascoltando me vita di dante -l’impianto critico che solo anni di studio ricerche e ripetizione incessante della materia posson dare -e pole ghiribizzo venirt’anche d’andare ‘l pubblico davanti a raccontare… -per intendersi: io parlo quindici secondi con la fruttara quindici secondi con la fornara -a giorni alterni- e basta: il resto è solo compagnia de’ migliori menti ch’abbian lasciato traccia di sé -e musica: la miglior musica tutt’il giorno, talvolta anch’a notte a letto guardando tv -sempre quando c’è il calcio -il lessico familare poi non è un capitolo a parte è un mondo a parte -il punto fermo: nel cazzeggio fisso assoluto non c’è non ci può essere e non ci sarà mai conversazione sciatta
ossía questa si presenta
cosí:
perfetta nell’esser di
lei ddònna che sei ddònna che sei putúna -orgogliosa -libera
-ti sfida -osa quel che tu non oseresti mai
-cosciente: ti faccio scoppiare il cazzo com’e
quando mi pare -aah! -che meraviglia -di meglio
non si chiede -già impeccabilmente -direi-
mostrato e dimostrato in ssp -sesso soldi potere,
qui al netto de‘ ritocchi:
Basta
uno stilista celebre o i tanti soldi spesi per
giustificare alcune storture da red carpet?… Lauren
Pope per la première londinese… tentano inutilmente
di celare le sue parti intime… punto più basso dello
stile da red carpet… scelte estetiche "forti"…
tendenze fashion sempre più estreme, la caccia alla
foto in copertina… le celebrities stanno perdendo il
senso del limite. Non vogliamo sembrare bacchettoni…
sorprenderci davvero sul red carpet sarebbe vedere
trionfare il buongusto
scrive ‘nvece la scivolosetta
di turno che sarà tipo questa:
un’estate-marzo, ha fatto: un’estate-marzo: tutto il programma ginnico mattutino saltato per le temperature troppo basse: un’estate-marzo, ha fatto
l’uomo che sorrideva ai libri
già una libreria non
era il luogo piú affollato del mondo, tranne rari
casi, d’agosto poi il traffico si limitava a qualche
compratore di libro dell’estate o richieste nella
maggior parte dei casi astruse e non esaudibili… lei
era al banco dove c’era la cassa, leggiucchiava
ancora una volta molto rumore per nulla: le piaceva
beatrice e un po’ s’identificava...; ogni tanto
lanciava uno sguardo fuori dalla vetrina oppure lo
faceva correre meccanicamente dentro il negozio,
lungo il serpentone di bassi scaffali che dividevano
in due l’ambiente formando un percorso fin dove lei
si trovava, le scaffalature alte invece erano alle
pareti… quel giorno indossava una canottierina color
crema non molto scollata e una minigonna jeans, piedi
nudi: si stava cosí bene!, e tanto per la strada che
doveva fare -chiuso e uscita dalla porta sul retro,
attraversato il cortile interno era a casa; quasi
l’una: tra una mezz’oretta…; la porta a vetri s’aprí
e un uomo entrò, sorrise mormorando un buongiorno al
quale lei rispose poi lo vide che cominciava a
guardare i volumi in esposizione: era sulla trentina,
begli occhi ma nel complesso niente di speciale,
aspetto pulito, vestito con pantaloni chiari che
poteva scorgere fin a mezza coscia e camicia
azzurrina con le maniche corte arrotolate; per
qualche ragione continuò a seguirlo, forse per come
si mostrava a suo agio; adesso era giunto allo
scaffale degl’italiani e sorrise scorrendo i titoli
di flaiano: buon segno pensò lei; poi lo vide
illuminarsi quando arrivò a céline sfogliando l’unico
titolo presente: morte a credito, e mentr’egli lo
riponeva con cura lei pensò che un solo titolo
disponibile di céline era veramente poco l’aveva
detto, del resto quella era la libreria di suo padre
e sua madre in rigoroso ordine di tempo dedicato, lei
preferiva i vantaggi dell’università… ora l’uomo era
al teatro, shakespeare, -uhm, cosa sfogliava?, -hai
sistemato quei libri ch’è poco, pensa cretina,
ricorda: cos’avevi messo lí?, ma sí, era proprio much
ado…, quando alfine l’uomo giunse posò sul banco tre
libriccini: cocktail, fiori, poesie
-vuole fare la nostra tessera, signore?-
-certo, e vorrei anche che mi desse del tu-
-come ti chiami?-, nome, cognome, indirizzo… poche
battute ch’ebbero su di lei un gradevole effetto; in
realtà adesso sarebbe stata pronta a ricevere un
invito a cena, che lui non le rivolse, ma con un’aria
tale da convincerla a pensar súbito alla prossima
volta in cui sarebbe tornato, entrando direttamente
dalla porta accanto a lei, con quell’intenzione, e lo
vide uscire e salire in macchina finalmente a figura
intera: era a piedi nudi
contributo
a: piedi nudi
nell’arte
l’invenzione del giorno
-aperta parentesi:
ventun giugno
2011: neanche una nuvola in
cielo: chiusa parentesi-
l’invenzione del giorno: ombrellino parasole a elio,
sta su da sé:
nella versione cheap alla cinese con funicella e
aggancio ai passanti o a bretella:
nella versione hi-tech
alla apple con antennina e campo magnetico:
ovviamente materiali ultraleggeri pannelli solari foglie! e chi piú grafene ha piú ne metta: si chiamerà umbrattelle e ognuno lo pronunzi come gli pare: ci sarà da ridere co’ francesi ch’elideranno súbito una t lor ch’han le bagatelle -anglosassoni forse ambrattell, ambrattiill chi lo sa...
aniene di e con corrado guzzanti, skyuno: qui preme sottolineare come sia fatto a telecamera fissa e attore/i in scena, -quasi non c’è movimento di macchina, tanto per dare una lezioncina a gli estrosi; non si comprende l’ostinazione a scrivere con purgatori ch’è ‘n idiota e la cui mano è riconoscibilissima né perché si continui a chiamar satira il dir ciò ch’è palese davanti a gli occhi di tutti (satira: qua cerca al di là trova)
europride 2011
se ‘l mondo è cosí stupido d’andar dietro a lady gaga, e io voglio dire una cosa ché la sappia tutto il mondo: la faccio dire a lady gaga, quindi complimenti a tutti compresa lady gaga -di cui mi pregio non aver mai visto video interviste né letto di lei piú de’ titoli che la riguardassero, e se udita sol per caso -noi venuti su a led zeppelin pink floyd e deep purple, genesis e santana, hendrix e jethro tull o’ nostri banco battisti de andré -chiaro che da ipotetico partecipante avrei preferito mille volte sul palco il banco del mutuo soccorso -il quale poi magari fa un concerto a snt’angelo romano e te lo perdi -che poi s’avessi visto ‘n tempo manifesti capace me lo perdevo lo stesso, è cosí piacevole perdersi concerti o altri avvenimenti… -comunque oggi dall’huffingtonpost al nyt al times tutti parlano dell’europride, dubito che ‘l banco avrebbe ottenuto simile risonanza, quindi tutto bene quel che finisce bene, e crepino papa baciapile e omofobi tutti...
bellezza, forza,
grazia, potenza -un ricamo un merletto- solo sharapovuccia
nostra racchiude ‘n sé queste doti piú tant’altre
-e chiunque può rendersene conto scorrendo la
galleria-, adesso poi è anche riuscita a vince’ ‘n
torneo senz’intervento d’imperio -e che torneo:
meo: gl’internazionali degli scavalchi a
gl’internazionali -che se ti regalavano i
biglietti li buttavi: unico ingresso consentito a
gl’intrernazionali era lo scavalco a
gl’internazionali...
-bellezza, forza, grazia, potenza: siccome c’è sempre
qualch’idiotone ch’a certe affermazioni storce bocca:
io e lui (pt 19a)
via melablog a excite
master
startup: -dài racconta
internet tuo, tecnologie in senso nuove:
l’approccio…
-poi va be’ c’è ‘l business che storicamente ‘un mi
riguarda però diretto prim’istinto -perché no?:
complimenti bell’idea, -e in certo qualmodo
siam qui
per questo quasi a dire -súbito
arriva l’alt!: ‘sta cronaca è parte d’un blog che sta
in un sito ch’ha cinque filtri
d’ingresso e prima parola:
attenzione;
e dentro poi tutt’è legato insomma vuoi per troppo o
vuoi per troppo poco c’è di molto ‘l rischio d’esser
off, di scontentare o peggio, far perder tempo… -e
poi s’è mai visto un racconto ch’inizi dalla fine?:
-beh va be’: freccetta all’ingiú -un po’ come quando
prendi al contrario, pe’ sta’ ‘n àmbito hi-tech, un
libro con la sovrecoperta in carta da pacchi
marroncina sí preziosa per lettur’estiva
spruzzi
chissenefrega…-
-oppure clic e parte
1a…
-al dunque, fatte l’avvertenze, prevale la spinta
comunque contributo all’iniziativa: piú
uno…
ed ecco paro paro quel che m’aspettavo, in senso desiderata: -…la giuria inoltre desidera segnalare “io e lui” su blogattelle-: ciò perché, passata la subitanea adesione, escludendo aprioristicamnente di poter vincere, messo a fuoco che i 4e2 non erano in corso bensí in corsi, era il miglior risultato impossibile
sarebbe tautologico qualunque accenno al contenuto... -giudico una finezza linguistica l’assenza della d eufonica -cosí abusata al punto di farsi cacofonica- in “e email” dato che la seconda e s’intende suoni i, e siccome nel secondo mondo l’attenzione al linguaggio è o dovrebbe essere scrupolosissima proprio per le ragioni che lo contraddistinguono -facendo finta di niente circa la quintessenza: ch’è la base indispensabile per costruire tutto il resto giacché dalla semantica alla filosofia nulla rimane estraneo all’apprendimento, e forma anche il metodo, poi universalmente applicabile- bonsegno esso sia -riscossa contro cappellate recenti e passate... -detto per inciso: il pluriawardàto spielberg nella guerra dei mondi ha copiato sfacciatamente da un’anaconda, ossía te dicesse -sai, ho copiato da stanley, non ce l’ho fatta...- -no, da: anaconda...
se non si fosse chiamato blogattelle: l’urticante lurticante.it o: il grillo blogante ilgrilloblogante.it: tipo sett’otto piccioni co’ ‘na fava…
suvvía
soggetto per un film
(2007):
acqua
assassina (horror b movie)
il film si apre su
scene idilliache: bambini che giocano con le
fontanelle, innaffiamento di manti erbosi -spruzzi e
minuscole goccioline danzano nell’aria -arcobaleno e
sim-: seguiamo l’acqua che s’incanala in rigagnoli e
scola giú giú giú fin nel profondo della terra: i
vari affluenti confluiscono in un’immensa cavità, un
lago sotterraneo: pur giungendo tranquilli la gran
massa d’acqua che si forma è turbinosa -onde si
sollevano schiumano e ricadono fragorosamente poi
-d’un tratto- l’acqua rapidissima s’infila in un foro
una cavernetta e in un lampo è sparita
-stacco- classicissima ragazza sotto la
doccia, tranquilla -d’improvviso l’acqua non esce piú
-imbronciata la ragazza guarda batte sul tubo guarda
ancora, piú attentamente i fori della cipolla e ha
l’impressione che dentro l’acqua ci sia, però non
esce -vediamo da dentro: il flusso continua a
giungere dal tubo alla cipolla ove l’acqua si ferma
-la pressione aumenta sempre di piú, il metallo
scricchiola e si gonfia finché la cipolla parte come
un proiettile centrando la ragazza in piena faccia
sbattendola contro le pareti della doccia che
travolge spinta ancora dal furioso getto sbancando
anche parte della muratura -sangue e mattoni -ancora
un paio di emissioni d’acqua a grande pressione poi
il flusso ricomincia a uscire lento dal tubo spaccato
-stacco- piscina coperta: un solo nuotatore
è rimasto a fare le ultime vasche -l’acqua mossa dal
nuotatore sbatte delicatamente contro i bordi della
piscina -delicatamente fino a quando le onde di
riflesso non si fanno grosse e minacciose -assalgono
il nuotatore e lo tirano giú in un gorgo affogandolo…
il poliziotto duro e scettico, il sindaco “tutto
purché la rielezione”, lo scienziato filosofo
dovranno porre rimedio a una situazione a metà strada
tra koyaanisqatsi e
asase-ya: la natura si
ribella allo spreco e alla distruzione
dell’ambiente...
fantascienza
la fantascienza, ha
detto un grande, va letta da ragazzi: passata
quell’età non si legge piú -nel senso non con lo
spirito giusto; magari si può scoprire dopo,
diventare passione o -prendendola dal punto che si
voglia- mestiere chiudendo il cerchio, ma fuori da
questa ipotesi resta non riproducibile la forma
mentis… -asimov bradbury clarke simak van vogt williamson -una carovanata
di meraviglie e pur già qualch’anticorpo…
-ebbene me la son gustata tutta allora
-perciò non ho letto una riga della riforma
giustizia
solo stanley e io
solo stanley e io -lui: sempre vivo- e io: morto ancor prima di nascere, se di quella vita trattasi, -eppure: solo stanley e io di quell’indefettibile acribía -forse troppo presto oppure troppo tardi, per le cose viste o non abbastanza -cedono… -i ricercatori della lingua: non cercano -lo spirito critico, la cultura come critica -le convenienze, il “ma cosí ci rimetto” -sorcio!: e ringrazia che ti vien risparmiata la vita… -le angosce da rosemary’s baby -le buone idee, come le battute, non si spiegano né si combatte per esse -spara spara i tuoi botti boro ch’io mi sparo i miei… -il papa, quel pezzo di merda, osa prendersela con la laicità... -su questo poi neanche voglio indagare, non me ne frega un cazzo, comunque tempi e modi son di là
e se…
e se la terra si autoregolasse?: se, per dirla elegantemente, la buttasse al culo a tutti -catastrofisti e ottimisti-?: asase ya, la madre terra, madre di tutti noi -altro che qualche dio del cazzo- molto piú astuta de’ figli suoi butta lí qualch’eruzione vulcanica: cenere in atmosfera, abbassamento della temperatura, e acqua: tanta acqua, sotto forma di pioggia o neve, e via cosí...
monicelli
ua: 1 dic 10
anch’egli è piú vivo oggi… -che
grandezza, qual modo di svettare su’
merdosi tipo most unctuous e
simili… -e una certezza: l’unica rivoluzione che
si può fare qui è quella che ti fai da solo
...che poi si possa solamente pensare d’immaginare di
tollerare che binetti osi parlare del maestro
-binetti per la quale mi
pregio d’aver progettato apposito cilicio anale
con speroni infocati- è cosa insopportabile:
Pedopornografia
virtuale: condannato
Milano, prima
pena emessa da
tribunale
da -la fantasia al
potere- a -la fantasia in galera-
-ehi legislatori
della libertà e severi
applicatori: per
questo son passibile d’arresto?:
perché
il
promo di vieni via con
me su raitre: il supposta
scrive perché con l’accento grave:
lo scrittore con
l’apostrofo:
piú di sette
milioni di telespettatori (presunti): per la maggior parte
laureati ignoranti e giovani illetterati
-curioso bug
notato nell’inquadratura de il supposta
-syracuse university: “basta un
quinto di secondo per innamorarsi: quando ciò
accade, si prova lo stesso sentimento di euforia
che si prova quando si assume cocaina”
-dico sempre io che la droga è un
amore...
s'io fossi
s’io fossi google,
interrogato su -scopata- o -scopare-, fra le immagini
in risposta metterei sicuramente anche queste:
a quest’ultima sono particolarmente affezionato ch’è la principale d’un post al quale sono molto affezionato, e comunque è l’immagine della scopata senza cerniera cara alla cara erica jong
mib
men in black fumetto e film è sicuramente figlio anche d’una battuta in easy rider, è di jack nicholson
un episodio di law&order su foxcrime con guest star keir dullea ch’è un palese omaggio a stanley e una gioia per tutti i kubrickiani: ha due pose: nella prima un bicchiere in mano, nella seconda è steso a letto, e cosí ci fanno vedere al naturale quel che nel prefinale era trucco&parrucco: bravi, gran bella mossa
ua: 27 ago 10
-ah!, noi
romantici, che ci
struggiamo per il dolce dolce ludovico
van, e per quel ch’ha scritto a parole -impresse nella memoria- né
ci lascia l’animo indenne ripassare pe’ ‘l dramma
di romeo e giulietta, la
distruzione di macbeth… -noi muti con alcesti, omerici
indefettibili [(càasa!)?] che a sentir -tríade-
spariamo
eschilo-sofocle-euripide, mentre pe’ i bori e’
tifosi
-spesso coincidono- ‘i juventini… -e
guardiamo tutto l’inutile affannarsi, il
rincorrere il nulla imperversante, ben sapendo che
nulla al mondo, nulla può superare una sedicenne
rasata che si piscia su i
piedi, se trattasi di kardashianína pure 14:
qf
ua:15 ago 10
risultano segnate alcune massime di la rochefoucauld come
quasi
flaiano, a onor del francese, della sua
modernità, -insomma son quelle -ci scommetto- che
nessuno trasalirebbe né si farebbe tanto in qua o
in là trovandole in una raccolta del grande
ennius: sono
queste:
-promettiamo secondo
le nostre speranze, e manteniamo secondo le nostre
paure
-la mente non saprebbe recitare a lungo la parte del
cuore
-si preferisce parlar male di sé stessi piuttosto che
non parlarne affatto
-spesso disturbiamo gli altri quando crediamo di non
disturbarli mai
-ci sono falsità che rappresentano cosí bene la
verità che non sarebbe conveniente non lasciarsene
ingannare
-ben poche sono le donne oneste che non siano stanche
di questo ruolo
-tentiamo di vantarci di quei difetti che non
vogliamo correggere
poi ce n’è una de andreíde:
-i vecchi amano dare buoni consigli per consolarsi di
non poter piú dare cattivi esempi
e una manniana:
-la maggior parte delle persone giudicano gli uomini
solo dalla loro affermazione, o dal loro patrimonio
infine voglio aggiungere anch’io una sentenzuccia
frutto di lunga corpumàn esperienza:
-non esiste taglio, per quanto piccolo, che non rechi
rotture di coglioni
cosí sia
ua: 4 lug 10
piove, diego, e gli dei si sa non son tanto benigni
al manifestarsi del fenomeno, -eccezion fatta pe’ ‘l
solito zeus il quale, come ben ricordi, si fece
pioggia d’oro per
farsi danae- e tu
co’ le deità stai ‘ncatenato, o sgranatore di gran
rosari, diego -che poi milito cazzo manco ‘n
minuto?-, ed è per questo che pur con tutto l’amore per
te non ci dispiace mai quando l’argentina se ne va
affanculo; se ti può consolare i
brasileri -o la torcida, gl’infiniti segni de la
croce, religiosissimi e superstiziosíssimi:
affanculo pure loro, sempre con
gioia… -su olanda e spagna
poi come la si pensi è noto; -tedeschi: avevan
fatto una squadra di giovani, a inizio rodaggio
male e tutti a pijalli per culo, -toh!; comunque
gran palle: mann da solo ce n’ha pe’
tutti, del resto
scaletta #1
scaletta per scena
buono vs cattivo, l’ultimo dei buoni contro l’ultimo
dei cattivi: ultimob vs ultimoc:
-carneficina finale: morti sangue e armi ovunque
-ultimoc armato tiene sotto mira ultimob ch’è
disarmato
-si scambiano complimenti definitivi
-ultimoc senza mossa d’altro muscolo preme il
grilletto; all’inizio del movimento l’anello
all’indice ch’era un suo vanto prende un raggio di
luce e lo riflette
-ultimob è colpito negli occhi dal riflesso -intuisce
e sfrutta la frazione di secondo a vantaggio per
spostrsi di slancio mentre
-ultimoc spara
-ultimob di slancio recupera una pistola e fa fuoco
contro ultimoc, ripetutamente
-ultimoc giace morto
soggetto per scena
splatter:
una cella di prigionía, semibuia; dal soffitto
pendono quattro catene fino a un metro da terra: a
ogni estremità un legaccio; entrano tre uomini che
trascinano una donna, nuda; lei si lamenta e tenta di
divincolarsi, prendendo insulti schiaffi e pugni;
viene legata polsi e caviglie a gambe larghe, uno
degli uomini inzia a stuprarla: in mano ha un paio di
cesoie -di quelle tipo giardinaggio dalle lame
arrotondate- con cui stringe un capezzolo facendolo
sanguinare; giungendo all’orgasmo l’uomo serra le
lame e fa saltar via il capezzolo; a gli ultimi colpi
d’anca trafigge il seno con violenza, infine quasi
accasciandosi pianta le cesoie aperte nell’ombelico,
mentre gli altri ridono e la donna muore
frammenti #2
giorni fa su il fatto
c’era un articolo che -a un certo punto- trattava
dell’impunità della casta; il libro di gian antonio
stella e sergio rizzo è uscito il 2 maggio 2007;
per stare sulla falsariga, nel
’92 scrivevo:
da:
NONSTORIA
SCENEGGIATURA
SCENA
16
STUDI DELLA TELEVISIONE - INT NOTTE
Prendono posto intorno al tavolo il
MODERATORE, il
POLITICO a un capo; ai due lati
giornalisti tra cui
BOB
Inizia il programma
MODERATORE
Buonasera e benvenuti a “Trenta minuti
di Politica” dove si “parla chiaro”;
l’orologio gimex alle mie spalle
scandisce il tempo esatto; parole
chiare, cronometrate… è con noi il
segretario del partito…
DISSOLVENZA INTERNA ALLA SCENA
Viene il turno di
BOB:
deve rivolgere la domanda al
POLITICO
BOB fa
una lunghissima pausa
Gli altri cominciano a voltarsi verso di lui
incuriositi
BOB
Lei è il segretario…
Prendendo dei fogli dal
tavolo e facendo l’atto di porgerli al
POLITICO
(continua)
me ne faccia tre copie
Imbarazzo tra gli astanti
(continua)
No, scherzo -è solo uno scherzo (pausa)
In realtà, Lei, mi fa una gran paura -la
temo molto: Lei è l’incarnazione, l’
incarnato! del Potere.
Voi ci avete fatto studiare, per anni,
un meccanismo perfetto -talmente
perfetto che vi si ritorce contro,
contro chi vuole manometterlo.
Voi vi siete accorti che il meccanismo
che avevate creato era talmente
perfetto che non avreste potuto
dominarlo senza aberrarlo…
(quasi fra sé)
troppo tardi, già
spartito… res publica
(fa un gesto come a
sottolineare l’iperbole)
res nullius…
MODERATORE
La domanda…
BOB
…Io potrei domandarle qualunque cosa
-qualunque favore…
Lei fa dispone sogghigna -conosce tante
risposte, Lei, -tutte?
Vi scambiate messaggi mafiosi
-Ci sei tu alle mie spalle?
Allora ho da star tranquillo!-
Parlate in codice, di minacce…
Eppure… sempre voi, invescatissimi…
MODERATORE
(ansioso)
Il tempo, la domanda
BOB
E dunque la mia domanda unica è questa:
cosa si prova, cosa si sente? A esercitar
l’abuso del potere? Il dolce peso di quel
cerchio d’oro intorno al capo, la garanzia
dell’impunità: ch’effetto fa?
STACCO
blogger
ua: 9 mag 10
ah questi coraggiosissimi blogger che mettono in
bell’evidenza sull’home page -questo blog non viene
regolarmente aggiornato dunque non è assimilabile a
una testata giornalistica quindi per favore signor
maroni non mi picchi non mi faccia del male…- di che
pasta son fatti, chiaro che trattandoci prima o poi
devi dar loro dei testa di cazzo, tipo se fanno un
pezzetto di colore su apple e metto a commento il
link con premessa e top
ten di letterman -ch’ha girato su tutte le
piattaforme, scambiato per mail e cazzeggi vari-:
esso è un cenno d’intesa, una strizzatina
d’occhio, e se del caso lo converti per il tuo
sistema e lo lasci lí -come fa aulamagnamagna senza
bisogno di andare su marte-, non mi cachi il cazzo
con i tuoi problemi; se poi lo fai tentando di
spararti le pose disvelando la tua atavica
cafonaggine allora solo il mio leggendario aplomb
può confinare la replica al testa di
cazzismo; oppure se altrove un idiota spuntato dal
nulla allude e insinua che commento sia stato
lasciato senza leggere il post, e da blogger vuoi
scrivere -concordo- e hai le palle: mi tracci,
cosí magari t’avvedi che tutto il post è stato
letto e anche i commenti, dunque se vuoi
attaccarmi dici che il commento ti fa schifo, ch’è
una merda, m’intimi di mai non piú ripresentarmi
-quello che ti pare, ma se scrivi -concordo- cosí
al buio sei un testa di cazzo, e solo il mio
leggendario aplomb può confinare la replica al
testa di cazzismo senza tirare in ballo madri e
sorelle e cazzi e sbora di maiali ‘mbottigliata se
non tutta riuscita a ‘ngoiare in diretta
bocchini...
chiaro
tanto per esser chiaro, visto che fioccano le pubblicità con idioti inebetiti davanti o di sguincio alla tv -tutti tifosi-: l’italia deve uscire al primo turno e senza vincere mai -solo pareggi e sconfitte: non solo perché ‘sto porco paese deve sprofondare in ogni sua forma e manifestazione con tutta la sua berlusconanità, anche per il fatto ch’abito in centro e i bori vengono tutti qua sotto a puzza’ co’ le machine nocendo a gli alberi e a me
io e lui (pt 18a)
ua: 18 mag 11
vengo da
un’epica navigazione che m’ha portato a visitare un
cinquecento tra siti e blog: la procedura era questa:
copia-incolla di blogroll su pages; safari: mela-w;
apri e chiudi-cancella oppure chiudi-salva; su quella
pagina son rimasti sette-otto: a una ho già
fatto
riferimento... -insomma esclusione
immediata per chi apri e te fa parti’ la musica:
non ho speso soldi tempo ed energie a
circonfondermi di musica hi-fi per poi sentir
gracchiare le tue minchiate; via piú veloce della
luce gli sgrammaticati -‘na marea-, via subito
anche quelli incasinatissimi; poca simpatia ma una
chance per i frasettisti, quelli che fanno
campeggiare una frase qual motto vessillifero: se
è vero non lo scrivi: mi viene in mente l’attrice
xxx che salvaschermo teneva -il teatro è la mia
vita!-, infatti aveva un lavoro e quindi -viveva-
quei due giorni all’anno in cui portava in scena
un’estiva… -dunque sett’otto su cinquecento: bella
percentuale, che conferma le mie idee
sull’internetismo
-apro parentesi e qui siamo veramente alla
follía: m’han cancellato -sparíto- da calcioblog -dico:
calcioblog!-, al post su la crisi juve,
questo commento:
“i racconti del
terrore” di edgar allan zeman:
la rovina di casa pusher
-torno: ‘gli è
che ‘sti pischelli so’ pure simpatici -‘nsomma, se fa
pe’ di’- ma non si rendono conto dell’enorme
differenza tra mettersi a pista’ su ‘na tastiera e
magari imbroccare qualche battuta ed essere un
autore
formato,
gavettato: e di quelli che, gavettanti,
se non dimostravano contezza di quei tre-quattrocento
fondamentali tra letteratura teatro cinema pijavano
‘n carcio ‘n culo che li sparava su marte, per cui
‘sta cosa dei commenti: fa‘ mette’ bocca a chi manca
delle fondamenta, a chi non ha idea e se vede ‘na
cosuccia appena decente dall’amica/o suo si mette a
blaterare di nobèl -lo scrivo con l’accento se no i
bori pronunziano nòbel- o quando si mettono a dire
-quello scrive
bene!…- ma che cazzo ne sai
tu che t’esprimi come un bovaro ubriaco, -voi
preda di conclamata sindrome da testa di cazzo per
cui -quello che non capisco io vuol dire che non
ha senso!- ...è semplicemente
insopportabile, e anche se becchi quelli buoni, di
qualcuno con cultura e cervello, non va bene lo
stesso perché rischi di modificare, d’indirizzare
il lavoro verso le cose che piú
piacciono... -speculare se t’azzardi
a scriverci qualcosa che esuli
da
cacca-culo-pisello... -so‘ quelli che credono che
gerini e ferillone siano attrici,
i muccini registi
e pure
ozpetek che s’atteggia a un muccino col cervello e
‘nvece è scemo uguale; che volo è uno
scrittore
anziché una
merda atavica visto che nessuno in
famiglia
s’è
premurato di infondergli elementari conoscenze
prima durante o in mancanza di scuola, che infatti
deve aver visto da lontano essendo impegnato -se
non ricordo male- nella sua attività di cameriere…
-poi ‘sta cosa dei merdosi di prendersela co’ i
promessi sposi, ‘sta maledetta ignoranzata da film
de luchetti
-proprio di
gente da sterminare -divoratori di merda molliccia
-non solo per il valore d’epopea, descrittivo del
popolino italico sempre uguale che sfila in
processioni contro la peste, ma c’è molto di piú:
e se uno scrittore vale per quanto riesca a
trasmettere emozioni in cui possano i lettori
riconoscersi, identificarsi, -siccome mi vien
facile avendolo fisso nella pagina di tutti i
giorni- trascrivo ben volentieri:
Il
primo svegliarsi, dopo una sciagura, e in un
impiccio, è un momento molto amaro. La mente,
appena risentita, ricorre all'idee abituali della
vita tranquilla antecedente; ma il pensiero del
nuovo stato di cose le si affaccia subito
sgarbatamente; e il dispiacere ne è più vivo in
quel paragone istantaneo...
-ficcatevelo al culo
va’... -o ce n’era un’altra
-che non nomino né linko non per volontà, ma solo
perché non ricordo dov’era e non ho proprio voglia
di mettermi a far ricerche- da anni scrivitrice su
un blog cd letterario che l’altro giorno se ne
usciva con -ho deciso di leggere
shakespeare…-
frammenti #1
da:
LE GIOIE DI MARIO
SCENEGGIATURA
SC xy
INT GIORNO
[…]
MARIO sta sistemando dei libri
su uno scaffale
MUSICA ad alto volume da uno stereo
è In-a-gadda-da-vida degli Iron Butterfly
alle parole Oh,won’t you come
with me
MARIO
o non cercar-mi-iii (forte)
[…]
* * *
SC yx
EST NOTTE
[…]
MARIO
sta camminando
lentamente sul marciapiede che costeggia un parco,
sereno e tranquillo
indossa una camicia azzurra aperta sul collo e
pantaloni chiari
sembra apprezzare il frinire di grilli e cicale
tipici delle serate estive
lenta e silenziosa gli si accosta da dietro una
grossa Mercedes nera
quando gli è a fianco
MARIO volta la testa a guardare
verso il finestrino lato guida: il vetro è abbassato
e al volante siede
ROBERTO (camicia bianca aperta e
giacca scura) che gli sorride sardonico
MARIO
ohi… come butta?
ROBERTO
incassi e rodimento di culo
MARIO
uhm… (sorride)
ROBERTO
dài, fàmose ‘n giro…
MARIO
sale e l’auto
si rimette in movimento
MARIO
chi ti fa incazzare?
ROBERTO
o porco dio guarda,
una rottura di coglioni continua…
MARIO
‘n ce pensa’… (ridacchiano)
la MDP segue la Mercedes
fino a uno spiazzo ove sostano in piedi tre giovani
prostitute: capelli e carnagione chiari, seminude
poco discosto un uomo dall’aspetto torvo fuma seduto
in macchina
ROBERTO
senti… carichiamo ‘ste tre e portiamole a
casa mia…
parlo col principe lí…
ROBERTO fa per scendere dalla
macchina, ma subito si ferma
(continua)
no aspetta, ci devi anda’
tu: io sto
accavallato; se quello capisce male…
MARIO con una smorfia che
somiglia a un sorriso apre lo sportello
[…]
sense of humor
c’è questo troione che consiglio a tutti di seguire, donne e uomini, ch’è di soddisfazione per l’une e gli altri essendo anche stronza, quindi abbastanza per far impazzirne questi, imparare quelle, e ha il senso dell’umorismo ben ficcato su per il culo -ché m’ha respinto un commento spiritoso-, a meno che non la butti sul serio, sull’impegnato, allora sí che ne ha, involontario ovviamente: non sono mai riuscito ad andare oltre la prima riga in tal caso però chi ha pazienza ci si divertirà; poco ha dimostrato d’averne anche il buon huffpo facendo lo stesso -a questo post- con “bagatelles pour un massacre”, battutta a doppio-triplo taglio, e senza rendersi conto che ogniqualvolta me ne pubblicano uno rendono omaggio proprio a quel testo lí... -per finire uno splendido esempio -a dimostrazione della mia imparzialità- dal late show: parlando di mance al ristorante a un certo punto letterman racconta di un suo amico -potrebbe essere george miller, comunque sta qui a 7’45’’- che lasciava mance favolose anche se il servizio era stato pessimo -ma che fai?- gli diceva, e quello -del sarcasmo-
marzo
ho già detto ch’è
marzo?, no?, tipo che in un tuo giorno, sotto il
sole tiepido a sprazzi, ci sono nato io?; no?: è
marzo!
sogno
ieri ho visto il sito piú brutto, peggio fatto al mondo, e non m’ha stupíto proprio per niente: è il sito dell’anica; assolutamente rimarchevole la finestra sulla candidatura all’oscar di tornatore; chi sa quanto la terranno: magari fino alla designazione 2011… -d’altro canto cosa vuoi aspettarti da ‘sti cervelloni: tra fior di produttori, la wertmuller ch’ha basato il film piú celebrato di tutta la sua carriera su ‘n plagio né mai l’ha ammesso o i fenomenali critici han rilevato; e non è che si stia parlando d’un oscuro autore vattelappesca, qui balla sir james matthew barrie cari miei… -che poi avevano sottomano l’uomo che verrà: ora, se non disponi di un firmaggetto su’ campi di sterminio o le leggi razziali capace di mandare in solluchero il sinagoga award, almeno prova con qualcosa di cosí particolare e tuo proprio come, per certi versi, poteva essere la strada; figurarsi: non per niente l’organismo, uno piú uno meno, è quello che aveva scelto il film del fijo de costanzo -dico, eh?- salvo accorgersi quando gli è arrivato il telegramma dall’academy che non era girato in italiano e guarda un po’ ‘sti maledetti perfezionisti per selezionare un film italiano pretendono che sia anche parlato in italiano: valli a capi’...
cose mai no
(diventerà al 1° gennaio 2010)
non ho mai mandato un
sms -né tantomeno un mms
non ho mai giocato un secondo con videogames
playstation o simili
non ho mai visto un secondo di grande fratello o
simili
non ho mai usato l’i-pod
non ho mai frequentato facebook
non ho mai usato twitter
non ho mai usato le faccine in un post o commento
non ho mai frequentato una chat line
non ho mai tifato
non ho mai visto una soap opera
non ho mai chiesto un autografo
non ho mai visto un secondo di lost
non ho mai fatto né mi son fatto fare tatuaggi
non ho mai aderito a un partito
non ho mai assunto droghe per via venosa
non ho mai dormito in tenda
non ho mai espresso un televoto
non ho mai picchiato una donna
non ho mai aderito a un fan club
non ho mai partecipato a un rave
non ho mai telefonato a qualcuno chiedendo: chi
parla?
non ho mai risparmiato
non ho mai visto un secondo di wrestling
non ho mai cantato un secondo al karaoke
non ho mai avuto né desiderato figli
non ho mai detto a nessuno di smettere di fumare
non ho mai sparato botti di capodanno
io e lui (pt 17a)
ua: 27 gen 10
la chiave di tutto è: il tempo; il tempo nel suo
fluire (costante) incrociato con la percezione che se
ne ha (variabile): quando sei bambino vola, negli
anni dell’adoscenza e gioventú non passa mai, perché
ogni minuto è vissuto intensamente dal primo
all’ultimo secondo -sei sempre teso, incordato,
ogn’istante sembra essere quello decisivo; poi l’età
matura di nuovo te lo fa scappar via a velocità
supersonica: la settimana inizia ed è già finita… -il
tempo: ms
lo conosce
bene, ci sguazza, lui: è la sua dimensione, e ha
rubato la mia: se n’è impadronito: s’offre
allettante, comodo, tutt’in uno: -do’ cazzo vai
vie’ qua… -e ‘nfatti… -non so, non riesco a
valutar bene: fase transitoria? -uno scossone che
s’assesterà? -mah… -per l’intanto eccoci qua, alle
prese co’ cazzi miei -molto, miei: il
barrage iniziale
si è
rivelato un filtro assai efficace, svolge
egregiamente la sua funzione: nella corsa
internettara al tutto e subito sottrae tempo,
costringe a fare una pausa, ad accettare -questa-
dimensione… -nella misura in cui si è -disposti- a
farsi costringere: uno a venti o piú, come idea:
pe’ ‘l resto so’ fugoni a ‘na piotta: in pratica
qui si radicalizza -portandolo in piena luce- il
concetto dello spettatore uno: se metto mille
persone in teatro
lo
spettacolo in realtà lo faccio per una -massimo
due: che sono in grado di comprendere tutto: i
riferimenti gli omaggi le citazioni nascoste o
palesi, la filologia i rimandi, la drammaturgia la
filosofia; in grado di penetrare acutamente gli
strati di cui è composto il lavoro, dal piú
superficiale all’imo; trattandosi di uno su mille
e mancando il contorno posso tranquillamente dire
che quindi restano cazzi miei; e altrui, in una
sorta di mondi paralleli, con la convinzione che
resterà cosí: incontri e intersezioni non dan
frutti granché, l’attrattiva è piutosto scarsa, la
sensazione che ricavo è un forte senso
d’estraniazione rispetto all’idiotismo assai
diffuso -non che avessi mancato di prevederlo,
certo, e poi non è un altro mondo questo, sempre
gli stessi sono a popolarlo -insomma: un po’ come
vedere la gente d’estate co’ i jeans e gli
scarponciotti (i jeans notoriamente sono
freddi d’inverno e caldi d’estate, perciò non ne
possiedo un paio da anni e anni)- ma taluni episodi
di non capitura diciamo che me li aspettavo meno
-pochi, eh: non è un quaderno di lagnanze, fatt’è che
determinate valutazioni proprio mi stupiscono anche
se me le aspetto, ecco… -tipo ‘sto
personaggio
eletto
migliore in assoluto: a me ricorda tanto quelle
pischelle: -scusa ma perché bestemmi?: se ci credi
sai ch’è peccato, se non ci credi è qualcosa che
non esiste… -porcoddío perché bestemmio!… -ecco,
qualcosa del genere: il tizio mi fa st’effetto,
con i suoi posticini su le madonnine
-‘gli è che
io se devo far riferimento alle madonnine seguo
tutt’altra impostazione…
-e ‘nsomma nell’internettería totale globale quello è
considerato il meglio ch’esista, va be’…
(nda: per
misteriosi motivi le immagini quasi tutte non han
preso il link -boh, comunque è un’eccezione: sul sito
tutte le immagini sono cliccabili)
ua: 23 dic 09
ma tu guarda alle volte le strane vie del cazzo figa:
in capo a pochi giorni mi son trovato a rivivere due
passaggi fondamentali a causa della commentagione
-tre va’, mettendoci anche il libro (anche se di
caratura minore): ‘na risonanza… penso alle povere
teste di cazzo che han letto senza batter ciglio:
Per Il Governo Natale a Beverly
Hills è un film di "interesse
culturale"
o be’ questa cosa dei
finanziamenti ai film d’interesse culturale...
-diciamo subito per i fan del mercato tout court che
in italia il cinema non è industria sviluppata come
negli usa, capace di finanziare col surplus derivante
dai blockbuster anche prodotti di nicchia; l’unico
esempio che poteva avvicinarci a quella dimensione si
verificò con le parodie di franchi&ingrassia e i
pierino, autentiche macchine da soldi che permisero
anche qualche digressione piú elevata-; in ogni caso
‘sta menata si trascina da anni e ci sono passato di
persona, quando si chiamava articolo 28: quattro anni
portato in giro, poi alla fine -proprio la fine
intendo: l’ultima sessione prima che il 28
sparisse- eravamo rimasti in ballo: una famosa
cortigiana con le memorie dei suoi primi
quarant’anni e il sottoscritto, con un filmaggetto
in cui si recuperava solo un praticamente inedito
flaiano romantico e futuribile unito a simili
tematiche, dal testamento di heiligenstadt a
shakespeare e compagnia… -indovina un po’ chi
ricevette il finanziamento?… -però mi presi la
soddisfazione, all’inevitabile inchiesta della
magistratura, di chiamare al telefono il direttore
generale pro tempore del ministero del turismo e
spettacolo, chiedendogli: dettagli circa la sua
incriminazione...
oppure:
nell’ormai lontano ’83
ero nel gruppo di lavoro che, per la prima volta,
portò i carcerati (rebibbia) in scena a teatro (bazar
napoletano, teatro argentina); le prove si
svolgevano, ovviamente, all’interno del penitenziario
e il vostro, assistente alla regia, se le fece tutte
senza saltarne una: s’andava là il pomeriggio e si
veniva via a sera; a quel punto lo stato d’animo
nostro poteva riassumersi cosí: -esci di lí che piove
e sei senz’ombrello -metti i piedi in una pozzanghera
-arrivi alla macchina e vedi una gomma a terra -hai
finito le sigarette -non hai una lira e la fidanzata
t’ha lasciato: e sei felice!
dico questo perché è impossibile farsi un’idea di
cosa sia il gabbio se non l’hai visto dal vero, e
quest’iniziativa è davvero lodevole perché un minuto
di svago ricavato dietro le sbarre ha un valore
incalcolabile
e qui almeno:
livia
@massimo: hai ragione, noi non abbiamo idea di cosa
sia ed è per questo che tengo molto all’iniziativa.
Nella mia città alcuni lettori (me compresa) donano
libri al carcere minorile, sperando che possano
servire a dare un minuto sia di svago sia di
crescita. Dev’essere stata una gran bella esperienza,
la tua, sia culturalmente che umanamente parlando
onde:
be’, diciamo con un peso specifico da uranio
arricchito: considera che c’erano insieme comuni e
politici: ho passato mesi gomito a gomito con un
fondatore delle brigate rosse; ho anche una copia del
suo libro che m’ha regalato e… -lasciamo perdere
non per altro, ma da gente che frequenta ‘sti siti la
quale ne’ periodi come massima estrinsecazione
bagnava il pannolino o faceva le aste, era lecito
aspettarsi un minimo d’interesse (nel primo non mi
riferisco certo ai punti -una minchiata che ha senso
solo in casi molto limitati e sicuramente non in
questo-)
e poi c’è il libro:
sfacciatamente,
impudentemente: grosso, disacconcio, meschino: vengo
qui a reclamizzare con mellifluo invito alla
modernità, all’esser protagonisti del proprio tempo,
come regalo il libro on line da scaricare e
trasmette’ infiocchettato, oppure stampare su carta
ecorrect e consegnare in pacco dono: al prezzo di due
copechi potrete strappare questo vintagioiellíno con
expertise de la talpa libri millesimo 3 febbraio 1994
annessa: “inutile pulire” -un anno di scritte murali
a roma- dal sito blogattelle page6/page6.html, e se
v’è ceo di ce che desideri inglobarlo non tema a
farsi avanti ché si troverà da sodisfar le brame sue
-solo se la crudele scure di admin mossa a pietà
dalle ginocchia non abbattasi e ‘l messaggio passi
acciocché un vinto, -un pover’uomo raccoglie’ pe’ ‘n
tozzo di pane secco e un po’ d’olio al lume possa -e
nel pensier fingersi anch’esso partecipe al calore,
la festa del santo natale
il cazzeggio ti può anche venire a schivo, ma questi
editori dei miei coglioni -almeno la curiosità
intellettuale di venirsi a vedere la talpa libri che
nel ’94 era bibbia, e a loro pisciava e magari piscia
in testa tuttora; che palle mo ‘l 2 tocca dijelo: le tensioni, le
ritorsioni -du’ cojoni... -ma che je costava esse’
’n po’ meno buzzurri e fa’ ’n clic...
coevi
Barça sul tetto del mondo conquista
il Mondiale per club
hai capito il buon pep
guardiola… -ricordo bene la sua esperienza non
esaltante nella roma:
erano i tempi in cui
ilaro non ancora ilaro era rappresentato cosí:
e i laziali
festeggiavano:
why?
perché rompono i coglioni a
questa personcina, che poi s’intristisce pure?;
perché non si fanno i cazzi loro, perché mogliera
non si rende conto ch’è un semidio e nesuna donna
può pretendere che sia -tutto mio-? (che l’ho
anche scritto in un commento su huffington e m’hanno
censurato); come può non tornare alla mente la
scena di eyes wide shut in cui tom
“bill” harford rientra a casa, la sera, e
trova nicole alice che fa i compiti con
madison helena -e parliamo di nicole strafica e deliziosa
bimba- eppure immediata sgorga la voglia di
fuggire, a puttane, in noi -semplici spettatori-
figurarsi nel protagonista “vero”, e non parliamo
d’una superstar ma di un uomo comune, di uomini
comuni rapiti -sí- dal genio assoluto di magico
stanley però non siamo
sigfrido, o tiger woods
11 dic 09: pensandoci bene: non si può lasciare
cotanta immagine prigioniera del chiuso d’un link, e
non solo perché trattasi di strafica piú strafica che
‘l verbo straficare abbia mai straficato, v’è anche
il rischio non infimo che il link sparisca (è già
successo), che il capo-i capi del sito
connesso lo chiudano, o impazziscano e tolgano
l’immagine, le cavallette l’inondazione il black
out, lei stessa che per motivi qualsivolglia si
ritorce -l’autore dello scatto -i diritti -l’anima
de li mortacci del mondo… -e noi che facciamo?:
restiamo senza?: -non sia mai detto!:
influenza
dopo mio padre e mia
madre la persona che piú ha influenzato la mia vita è
senz'altro stanley kubrick, anche
perché l’incontro con il suo mondo è avvenuto
quando ero bambino: cinema il mestiere del
genitore, fin da quando son stato in grado di
rimanere seduto due ore senza farmi la pipí
addosso mi ci ha portato, e sebbene non ricordi
una sola occasione in cui m’abbia impartito una
lezione a riguardo -questo è cosí, quest’altro si
fa cosà ecc- già poco piú che decenne ero in grado
di distinguere la sceneggiatura dalla regia -cosa
che sfugge a molti critici odierni-; insomma in
quel dicembre del sessantotto come di consueto
entravo in sala, le luci si spensero e la
proiezione iniziò… -centosessanta minuti dopo, e
per una settimana, non apersi bocca: ipnotizzato,
continuavano a passarmi davanti a gli occhi
sequenze, dialoghi, fantastiche visioni: ero pazzo
di 2001; non si contano le volte che ho rivisto
quel film, stesso vale per tutti i suoi -non in
rigoroso ordine cronologico- ché
se da barry lyndon compreso in poi mi son sempre
presentato primo spettatore del primo spettacolo,
gli altri ho dovuto recuperarli un po’ come li
trovavo, e vedere arancia be’ fu cosa -fresco
diciottenne- veramente sconvolgente: pomeriggi e
sere passati al cinema; per anni, a diedro sulle
pareti della camera, formato gigante, appesi:
crusca: corrente quesito: risposta
-
Innanzi tutto, alla vexata quaestio se sia “corretto usare i due punti in due frasi che si susseguono” si potrebbe subito rispondere che non c’è nulla che vieti di fare ricorso a questo tipo di soluzione, la quale anzi spesso chiarifica, rendendolo esplicito per via interpuntiva, il rapporto di connessione tra gli enunciati; di solito un rapporto di causalità bidirezionale: vale a dire interpretabile sia in senso progressivo, dalla causa all’effetto, sia regressivo, dall’effetto alla causa…
-
In ambito letterario, non soltanto Carlo Emilio Gadda fa un uso sfrenato dei due punti in sequenze consecutive…
-
Ma anche scrittori caratterizzati, all’opposto, da uno stile molto più scarno e sobrio, come Silvio D’Arzo, in Casa d’altri, indulgono in simili costruzioni interpuntive...
completo: qui
-roma: “quando quando quando”, “grande grande grande”: alberto testa, autore e paroliere, è morto morto morto
dalla prevalenza del cretino alla dittatura del coglione
che può avere una
doppia valenza: di tracimazione del concetto fruttèrolucentiniàno e di
attuale forma di governo; qui si tratta del primo,
anche perché prodromico al secondo: è il tre
d’ottobre, fa ventisette gradi di media e splende
il sole al quale si sta ancora bellamente stesi
nudi; quando s’esce lo scarso abbigliamento è
consono: invece no!: -è ottobre?: -scarpe e
maglioni!; questo si vede in giro: gente coperta
quasi intabarrata, co’ ventisette gradi e ‘l sole,
però è ottobre (-che poi, ottobre: hanno
cominciato il primo di settembre, quando i gradi
erano trenta-) è ottobre: -l’avranno desunto da
qualche messa papale, figúrati- e quindi si
mettono stivali e golf; insomma: ci hanno la mente
a schemi, a comparti, non si verficano
intersezioni: si accetta -s’invoca- il dogma cui
inchinarsi, fanculo senso critico, fottiti uso del
cervello, -dio papa sant’egidio e berlusconi ce
so’ che pensano pe’ tutti; che poi: sono gli
stessi ch’affollano i dibattiti sull’effetto
serra, il riscaldamento globale, -cazzo lo stai
vivendo il riscaldamento globale, sta a fa’ ‘n
altro ottobre-luglio… -eh però, hai visto?: il
papa indossava la stola
della liturgia di venerazione de’ beati -quindi è
inverno e fa freddo -presto corriamo a metterci il
maglione; oppure: la suina: anche lí saranno
i primi piú preoccupati: e qual è la migliore
autodifesa?: la vitamina d; e dove si trova, da
dove si prende in quantità la vitamina d?: dal
sole
ua: 9 ott 09
scavano
"Quel parcheggio è
pericoloso e inutile". Dal Flaminio si alza un
coro di proteste contro i pesanti disagi causati
dai lavori per il parking sotterraneo di piazza
Gentile da Fabriano”
a zozzi che state a fa’? -a scava’ sotto ‘l
teatro olimpico?: -io so’ stato rappresentato in quer
teatro sa’?, -giú le mano!… (-un testo in certo qual
modo poi ripudiato, ché non avevo ancora maturato la
convinzione filosofica contro tutte le religioni-) -e
ancora: a me vengono in mente soluzioni fortemente
alternative, tipo collegare il parcheggione di villa
borghese all’auditorium, allo stesso teatro olimpico
scavando buchi stretti e lunghi, poco invasivi,
mettendo nelle gallerie tapis rulant veloci fatti con
elementi simili ai cingoli, un dopo l’altro con
velocità diverse in modo che sali sul primo ch’è
lento, normale, e via via aumentano i giri cosicché
il percorso centrale si fa in un baleno -ovviamente
rallentando all’arrivo; accanto un percorso piú lento
con possibilità di incroci con punti ristoro,
commercio, svago
soggetto per un film:
alle presidenziali usa della prima decade degli anni
duemila si presenta un candidato afroamericano,
giovane, democratico; partito come outsider s’impone
alle primarie poi conquista la casa bianca; insediato
e nel pieno dei poteri si rivolge alla nazione con un
discorso che stravolge tutti i principi fino ad
allora sostenuti: si dichiara fervente musulmano ed
instaura una sorta di sharia militarizzata; la
popolazione attonita e sgomenta desiderosa di
ribellarsi troverà guida in quelle fasce sempre
reiette: capitani d’industria del porno e della
prostituzione, trafficanti di droga: saranno le loro
capacità organizzative e di resistenza a condurre il
popolo alla liberazione
....quello istinto ispirato
dall’alto che costituisce il GENIO non vive se non se
nella indipendenza e nella solitudine, quando i tempi
vietandogli d’operare, non gli lasciano che lo
scrivere
n u f is
mah, difficile dire se mi fa piú
piacere o se mi fa piú incazzare…
-conoscendomi propenderei per l’incazzare: sentire
iersera citate da
antonio scurati alcune linee guida della
sceneggiatura del ’91 con applausone, considerato
tutto l’amaro -anche rai- che m’è costata…
comunque ho fatto bene a programmarne qui
(prossimamente) la pubblicazione, alla
faccia di tutti i merdosoni buona era e buona è
ancora...
crusca: corrente quesito
pt 1a: ricordando
l’esempio di scuola: apro una scatola e dentro: ce
n’è un’altra e dentro: ce n’è un’altra e dentro: ce
n’è un’altra e dentro: ce n’è un’altra… potete
confermare la correttezza dell’uso de i due punti
seguiti da i due punti?
pt 2a: all’esempio già citato vorrei aggiungere:
E dissi allora questi due sonetti, li quali comincia
lo primo:
Piangete, amanti, e
lo secondo:
Morte villana.
e ne la terza dico questo medesimo, secondo la
nobilissima parte de la sua bocca: e intra queste due
parti è una particella, ch'è quasi domandatrice
d'aiuto a la precedente parte ed a la sequente, e
comincia quivi:
Aiutatemi, donne
E
quando mi videro, cominciaro a dire: «Questi pare
morto», e a dire tra loro: «Procuriamo di
confortarlo»
E comincia lo primo:
Voi che portate la sembianza
umile,
e l'altro:
Se' tu colui c'hai trattato
sovente.
E se anche vòli considerare lo primo nome suo, tanto
è quanto dire 'prima verrà', però che lo suo nome
Giovanna è da quello Giovanni lo quale precedette la
verace luce, dicendo:
Ego vox clamantis in deserto: parate viam
Domini.
Ond'io, veggendo ciò e volendo manifestare a chi ciò
non vedea, propuosi anche di dire parole ne le quali
ciò fosse significato: e dissi allora questo altro
sonetto, che comincia:
Vede perfettamente ogne salute
La
canzone comincia:
Quantunque volte, e
ha due parti: ne l'una, cioè ne la prima stanzia, si
lamenta questo mio caro e distretto a lei;
(alighieri, vita nuova)
chiesero una volta ad altàn dove trovasse ispirazione per le sue creature; rispose ‘l maèstro: -nella realtà…; -ecco perché ogniqualvolta appare -in video- -in foto- un ultrabanchiere un megapolitico un superpresidente -insomma un potente per dirla con school of rock- vedi uno de ‘sti mostri e ti prende l’orrore...
tutt’ altro effetto
-invece- faceva al contino, -e
che sintassi!:
La mattutina pioggia, allor che l’ale
Battendo esulta nella chiusa stanza
La gallinella, ed al balcon s’affaccia
L’ abitator de’ campi, e il Sol che nasce
I suoi tremuli rai fra le cadenti
Stille saetta, alla capanna mia
Dolcemente picchiando, mi risveglia;
questa proprio...
questa proprio non me l’aspettavo -non da vauro -padre de il male e quindi un po’ di tutti noi- ‘sto perbenismo da giustificarsi pe’ la citazione: non si batte ciglio se politici -tutti- e televisioni -tutte- mettono in pratica la dottrina della propaganda ma guai a citarne le parole -citazione sbagliata oltretutto e se ‘l maèstro si compiacesse di guardare l'ingresso di questo sito almeno leggerebbe la forma veritiera...
ogni momento è buono
per citare flaiano -certo però che come
questo pomeriggio…
Non c’è che una stagione: l’estate. Tanto bella
che le altre le girano attorno.
L’autunno la ricorda, l’inverno l’invoca, la
primavera l’invidia e tenta puerilmente di
guastarla.
fregene 1957
produttore astuto
se esistesse un
produttore astuto farebbe un film sulla falsariga de
-il mistero del cadavere
scomparso- con i calciatori: il budget sarebbe
coperto da sponsor e tv; avrebbe a che fare con
(in molti casi) attori consumati e al botteghino…
[al 9 maggio 17:40; tvideo ultim’ora batte (17:34):
libano, condizioni hezbollah a governo]
se domani qualcuno lo fa l' ha rubato da qua























































